Tutela della concorrenza

La tutela della concorrenza è un tema trasversale a tutti i settori. Che si parli di commercio, attività produttive, appalti o servizi pubblici, questo principio assume sempre una posizione centrale. A tal punto che lo Stato ha pensato bene di mantenere su di esso competenza legislativa esclusiva. Ma sappiamo veramente di cosa si tratta? Conosciamo le tante sfaccettature che la concorrenza assume nella trama degli interessi pubblici e privati? Per evitare discorsi troppo lunghi e complessi, mi limiterò ad un settore che ci tocca tutti da vicino: il commercio al dettaglio, con particolare riferimento agli orari di apertura e alla libertà di apertura. Cominciamo da qui, raccontando una storiella.


Succedeva a Mantova, alcuni anni fa…

La tutela della concorrenza nell’attività d’impresa, con particolare riferimento al commercio e alle attività economiche, è un tema che seguo da quando, nel 1996, ancor prima di iscrivermi all’Università, collaboravo con un Comitato di commercianti del centro storico di Mantova, impegnati in quegli anni in una battaglia burocratica con l’amministrazione comunale. Oggi, a distanza di oltre vent’anni, potrà sembrare assurdo e anacronistico, ma in una delle capitali mondiali del Rinascimento e del Manierismo, la domenica e nei festivi non era possibile tenere aperta la propria bottega. Proprio così. In una delle più importanti città d’arte sul panorama europeo, che custodisce i più grandi capolavori del Mantegna, di Giulio Romano e di tanti altri, fino a non molto tempo fa era vietato lavorare nei momenti di maggiore afflusso turistico, e cioè nei festivi.

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A. Mantegna – particolare della “Camera degli Sposi”

Non si voleva certo imporre l’apertura obbligatoria, ma semplicemente permettere quella facoltativa nel rispetto dei diritti dei lavoratori dipendenti. Eppure anche così, le idee di quello spontaneo gruppo di commercianti “disobbedienti” si sono infrante sugli scogli della burocrazia, hanno incontrato la netta opposizione delle associazioni di categoria e sono state osteggiate dal mondo sindacale. La condanna della Chiesa e una campagna stampa denigratoria hanno fatto il resto. Nel frattempo, i giganti della grande distribuzione si godevano lo spettacolo e, indisturbati, circondavano la città di mega centri commerciali, alcuni dei quali oggi in chiusura o in forte recessione. Solo turisti e consumatori sembravano gradire la possibilità di trovare i negozi aperti tra una visita ai musei e una passeggiata sotto i portici. Ma a chi importava dei turisti? Eh già, perché in fondo era tutta gente che votava a casa propria, quella. Burocrati e sindacalisti locali invece…

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Mantova circondata dai laghi

Ci ha pensato il tempo a mettere a posto le cose, se così si può dire. Con l’avanzare della crisi economica, il polo chimico e industriale è letteralmente sparito. Una dopo l’altra, le più importanti aziende a ridosso della città hanno fatto puff. Svanite, insieme a migliaia di posti di lavoro. Ed ecco allora che la Bella Addormentata si è accorta che i turisti, anche se votano a casa loro, i soldi li spendono nei posti che vanno a visitare. Andate adesso a Mantova e parlate di chiusura obbligatoria dei negozi la domenica. Vi sentirete rispondere: “Ma come? E che servizi diamo al turista? E che altro ci è rimasto per campare?”.

 

La libertà di fare impresa nella Costituzione italiana

Dell’importanza della libertà di fare impresa per garantire lo sviluppo della nascente economia industriale italiana, si è resa conto anche la nostra Costituzione, che ben settant’anni fa ha stabilito, per l’appunto, che l’iniziativa economica privata è libera (art. 41, comma 1). Continuando a leggere, vediamo come lo slancio liberale sia stato mitigato dalle istanze socialiste, che hanno imposto limiti per la tutela della sicurezza, della dignità umana e della libertà. A distanza di così tanti anni, non possiamo che rimanere stupiti di fronte alla quantità di principi e diritti racchiusi in così poche ed essenziali parole. Ma ancora di più ci stupiremo se riflettiamo sull’attualità di queste norme, e sulla strada che dobbiamo ancora percorrere per vederle compiutamente realizzate.

 

Libertà di apertura festiva dei negozi: come funziona?

Ci sono voluti sedici anni perché finalmente, nel 2012, la libertà di apertura facoltativa dei negozi nei festivi diventasse legge nazionale non derogabile a livello locale, proprio perché posta a tutela della concorrenza, che è materia di competenza statale e non regionale. Ma come funziona concretamente la liberalizzazione delle aperture dei negozi? Con qualche salto mortale e diverse capriole, il Legislatore del 2012 è riuscito ad introdurre nella legge ordinaria, e cioè in quella approvata dal Parlamento, il principio di libertà di apertura senza limiti di orario. Significa che un’attività commerciale può tenere aperta la porta anche 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno.apparel-1850804_1920.jpg Come abbiamo visto, il principio era già ricavabile dal testo costituzionale, ma su di esso si era depositato uno spesso strato di polvere. A livello locale, Regioni e Comuni si sono sempre piegati al volere di associazioni e sindacati di categoria, che nella spinosa materia degli orari avevano consolidato da anni un sistema basato sulla pianificazione dall’alto. Insomma, pochi decidevano per tutti e sempre allo stesso modo. Pensare di alzare la serranda di propria iniziativa, quando magari c’era più gente per strada, come accade nei festivi in una città d’arte, era considerato un tabù. E per chi trasgrediva le sanzioni erano pesanti. La liberalizzazione degli orari nel commercio, insieme alle solite polemiche, ha avuto il merito di sollevare la coltre di polvere che si era depositata sul principio costituzionale della libertà di iniziativa economica privata. La svolta è di portata storica, e finalmente la regolazione pubblica sposta la sua attenzione sulle esigenze dei consumatori e sulla qualità del servizio.

 

Liberalizzazioni, globalizzazione e diritti: facciamo chiarezza

Quando si parala di liberalizzazioni bisogna fare attenzione al contesto in cui ci troviamo, al livello di ingrandimento della lente che stiamo usando per analizzare la realtà. Se ragioniamo in termini di aperture dei piccoli negozi e delle imprese unifamiliari, così come abbiamo fatto finora, è facile comprendere che imporre dall’alto la pianificazione degli orari e la chiusura generalizzata nei festivi sono misure inique oggi non più accettabili, per quanto sia stato lungo e tormentato il cammino che ha condotto all’affermazione del sacrosanto diritto di lavorare per i piccoli commercianti. Se invece allarghiamo il tema a come la grande distribuzione ha applicato la sopraggiunta libertà degli orari, allora cominciano i guai: turni massacranti, festività e ricorrenze che non esistono più, persone che non possono stare con i loro cari nell’unico momento in cui tutti sono presenti, e cioè la domenica o il giorno di Natale. Questo perché i grande imprenditore a volte utilizza la sua libertà di fare businnes come una clava alle spese dei diritti dei lavoratori. Della serie, se volete lavorare è così, altrimenti potete andarvene. E se dalla tua hai un contratto a termine o a chiamata, fai fatica a replicare. Ecco allora che capiamo l’importanza dei limiti che la nostra Costituzione pone a difesa della sicurezza, della dignità umana e della libertà, che questa volta è quella del lavoratore. La soluzione però, non sta sicuramente nel divieto di apertura festiva. Basterebbe imparare dalle categorie che da sempre convivono con il lavoro festivo: ad esempio forze di polizia, trasporti, personale sanitario, applicano il principio delle turnazioni.

 

Liberismo? No grazie. Economia pianificata? Nemmeno. Ma allora…?

Spostiamo la visuale ancora più in alto e andiamo a vedere come le multinazionali hanno applicato i principi del libero mercato. Qui lo scenario è ancor meno confortante: delocalizzazioni, licenziamenti di massa, sfruttamento, dumping sociale, evasione fiscale. Ce n’è abbastanza per mettere al bando le liberalizzazioni e invocare l’economia pianificata. shopping-1232944_1920.jpgMa l’errore sta proprio qui. Il motto liberista più mercato e meno Stato si fonda su presupposti sbagliati, e altrettanto sbagliato è pensare che per rimettere la bilancia dei diritti in pareggio, serva il contrario, e cioè più Stato e meno mercato. In realtà, con esempi che toccano le nostre abitudini quotidiane di piccoli consumatori, abbiamo visto quanto sia importante lasciare spazio alle scelte imprenditoriali dei singoli operatori di mercato. Quindi, se vogliamo sviluppo e lavoro non possiamo rinunciare a questa logica. Allo stesso tempo, più il mercato si allarga a soggetti di grandi dimensioni, più aumenta il bisogno di regole proprio a difesa del mercato stesso. E allora non dobbiamo avanzare in una direzione e arretrare nell’altra. Dobbiamo avanzare in entrambe. Più Stato e più mercato dovrebbe essere il motto a sostegno di una nuova politica economica fondata su un’idea di sviluppo che non calpesti i diritti. Se vogliamo un mercato aperto ma allo stesso tempo protetto dalle speculazioni e dalle distorsioni, non serve uno Stato imprenditore, ma uno Stato che faccia qualcos’altro, che metta dei paletti, crei opportunità, sostenga settori emergenti, investa nell’innovazione, realizzi le infrastrutture, faccia pagare le tasse, tuteli i diritti. Più mercato per creare ricchezza, più Stato perché il mercato sia effettivamente libero.

 

Completiamo il discorso: la libertà di apertura dei negozi in generale

Le considerazioni che abbiamo fatto per la libertà di apertura nei giorni festivi valgono a maggior ragione per la libertà di apertura intesa in senso generale.  Fino al 1998 le attività commerciali erano suddivise in categorie (le famose Tabelle merceologiche) allo scopo di controllare l’accesso al mercato di nuovi commercianti. Se qualcuno intendeva aprire un negozio di ferramenta, non era sufficiente trovare un locale adatto e buoni fornitori. Il Comune doveva avere una licenza disponibile. In caso contrario, l’unica possibilità di aprire era comprare la licenza da un altro operatore nella stessa merceologia, pagandola a peso d’oro, ovviamente. La disponibilità delle licenze, differenziata per zone del territorio e per categoria in base a calcoli legati ad un fabbisogno teorico, era gestita da appositi piani del commercio approvati da Comune.

E’ nel 1998 che assistiamo alla prima, vigorosa spallata all’impalcatura di vincoli e divieti alle nuove aperture. Insieme al sistema della pianificazione del piccolo commercio, spariscono le licenze contingentate e i settori merceologici sono solo due: alimentare e non alimentare. Ad affossare le innovative opportunità di sviluppo insite nella riforma del ’98 ci hanno pensato le Regioni e i Comuni. In seguito, negli anni dal 2006 al 2012, un pacchetto di normative inaugura prima la seconda e poi la terza “stagione delle liberalizzazioni”, al fine di eliminare i tanti ostacoli al fare impresa ancora presenti nella normativa regionale. Il principio che si vuole affermare è molto semplice: si può fare tutto quello che non è espressamente vietato. Se una certa attività non è vietata da una norma espressa, allora è lecita, e per esercitarla non servono autorizzazioni. Allo stesso modo, per poter svolgere un’attività non disciplinata da una legge specifica, per autorizzarla non dobbiamo attendere per forza che esca una legge in proposito. Il principio è fin troppo semplice, e ancora oggi fatica ad imporsi nella cultura amministrativa italiana. Resistenze ideologiche e incrostazioni dirigiste sono spesso alla base di abusi di potere, eccessi di burocrazia o dinieghi infondati, ai danni di cittadini che hanno l’unica colpa di voler realizzare qualcosa di nuovo.

 

La libertà di apertura è assoluta o esistono dei limiti? La “controriforma” delle liberalizzazioni

Anche dopo la stagione delle liberalizzazioni, la libertà di apertura non è mai stata assoluta, proprio perché, come abbiamo visto, i limiti alla libera iniziativa imprenditoriale sono già fissati nel testo della Costituzione. In realtà, i vincoli che sono stati eliminati perché anticoncorrenziali sono quelli legati alla pianificazione dall’alto delle attività per ragioni economiche. E’ il “numero chiuso” a creare rendite di posizione a vantaggio degli operatori già presenti sul mercato e a danno di chi invece imprenditore lo vorrebbe diventare. Sono in particolare i divieti di apertura giustificati per garantire una certa quota di mercato alle attività già in essere che bloccano il normale gioco concorrenziale. Anche il vocabolario della burocrazia cambia pelle: non si parla più di pianificazione quantitativa, ma di regolazione qualitativa. Tuttavia questa mutazione del lessico tecnico-amministrativo è stata spesso utilizzata per introdurre mostruosità giuridiche. Se fino ad un certo punto il sistema pubblico ha pianificato gli accessi al mercato a tutela dell’offerta già presente, con la stagione delle liberalizzazioni l’attenzione si è potuta spostare, per la prima volta, sulla domanda e sulla qualità del servizio. Il passaggio dalla tutela dell’offerta alla tutela della domanda ha fatto emergere una nuova figura: il consumatore, che attraverso l’affermazione di nuove abitudini di acquisto, è finalmente in grado di condizionare direttamente e in modo più dinamico l’offerta di mercato.

Quali sono allora i limiti legittimi alla libertà di apertura? Sono quelli posti a difesa di interessi che hanno la stessa importanza della libertà di impresa. Quando questi valori vengono danneggiati a causa di un’attività economica, allora questa deve essere limitata. Tutela dell’ambiente, decoro urbano, diritti dei lavoratori, vivibilità, sicurezza, riposo notturno,… questi sono soltanto alcuni degli “interessi generali”, anch’essi protetti dalla Costituzione, che possono condizionare l’apertura di nuove attività o il loro esercizio. Per fare qualche esempio, pensiamo ai limiti introdotti per contrastare i danni della “movida” notturna nei centri storici, o al divieto di insediare nuovi punti vendita della grande distribuzione per inadeguatezza della rete viaria, o ai limiti introdotti per tutelare il patrimonio artistico da quella che la Giurisprudenza ha definito “commercializzazione esasperata” dei centri storici. Nei primi anni della stagione delle liberalizzazioni, quando sembrava che tutto fosse permesso solo perché gli antichi strumenti nelle mani delle amministrazioni erano ormai inadeguati a regolare lo sviluppo, è toccato sempre alla Giurisprudenza chiarire che la libertà delle imprese non è assoluta ma può essere limitata a difesa di altri interessi generali prevalenti. Anziché ostinarsi ad andare alla ricerca del ruolo perduto, le amministrazioni locali dovrebbero dunque attrezzarsi per indirizzare lo sviluppo economico cercando di coniugare le esigenze dell’impresa con quelle delle comunità in cui questa si inserisce.

 

E-commerce e commercio tradizionale: verso un diritto tutto nuovo?

Chi pensa che le leggi del diritto possano contrastare le leggi dell’economia e dell’innovazione tecnologica è un povero illuso. Ma è evidente che le grandi multinazionali del commercio on line non possono calpestare i diritti dei lavoratori ed evadere il fisco. E’ qui che serve un diritto tutto nuovo. online-1905889_1920.jpg

Per il resto, è ovvio che la rete del commercio tradizionale deve fare i conti con lo tsunami che si è abbattuto sul mercato delle vendite al dettaglio a causa delle nuove piattaforme digitali. Reintrodurre i divieti di apertura domenicale e festiva dei negozi, quando la vendita on line è attiva h 24, non sarà certo un aiuto per il commercio tradizionale. Ma questa è un’altra storia, e la racconteremo un’altra volta…

 

E allora, lo abbiamo capito cos’è e a cosa serve la tutela della concorrenza?

Parafrasando la nostra Costituzione, la concorrenza va tutelata perché altrimenti non saremmo più liberi di fare impresa. E la tutela del libero gioco del mercato, nel rispetto dei diritti, è l’unico strumento per ottenere lo sviluppo dell’economia, il lavoro e la qualità dei servizi al consumatore. Quando però usciamo dal ciclo chiuso della microimpresa, allora le regole e i vincoli servono paradossalmente per garantire l’esistenza del mercato stesso, affinché il gioco della concorrenza rimanga libero. Lasciato senza controllo, il mercato tende a distorcere la concorrenza, a far prevalere il più forte, e allora bisogna intervenire a protezione dei diritti, che sono quelli dei lavoratori, ma anche dell’ambiente. È chiaro, costeranno meno i prodotti di un’impresa che sfrutta il lavoro nero, non paga le tasse, non rispetta l’ambiente, ecc. Proprio per questo si parla di concorrenza sleale, e occorre adoperarsi per tutelare la libertà di chi lavora nel rispetto delle regole.


Per approfondire:

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Nel 2010, su richiesta del CERMES – Università bocconi, ho partecipato all’Osservatorio per le Liberalizzazioni, un progetto che è confluito in una pubblicazione dal titolo “Liberare la concorrenza – Lo stato dell’arte delle liberalizzazioni nel terziario in Italia”, a cura del prof. Roberto Ravazzoni, Egea editore.

Chi fosse interessato a saperne di più, può acquistare il libro a questo link

 


Altre pubblicazioni:

di seguito un elenco delle mie principali pubblicazioni in tema di tutela della concorrenza nell’ambito del commercio e delle attività economiche e produttive.

“Limiti alla “movida”: i sindaci in bilico tra diritto al lavoro e diritto al riposo”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2018.

“Limiti allo sviluppo commerciale negli strumenti urbanistici comunali: le puntualizzazioni della giurisprudenza”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2018.

“Limiti allo sviluppo commerciale in area produttiva: legittime le scelte basate sull’evidenza pubblica”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2018.

“Approvazione degli strumenti di pianificazione: distribuzione delle competenze tra Giunta e Consiglio secondo la giurisprudenza”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2018.

“Sviluppo turistico e tutela della vivibilità dei centri storici: il punto di equilibrio con le previsioni urbanistiche”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2018.

“Finalità istituzionali degli enti e risorse per la salvaguardia dell’occupazione: i paletti fissati dalla legge e dalla giurisprudenza”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2017.

“L’Autorità Antitrust contro i limiti regionali per i Bed&Breakfast”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2017.

“La Consulta boccia la “controriforma” degli orari di apertura dei negozi in Friuli Venezia Giulia”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2017.

“Restrizioni e divieti nel progetto di legge sulla ristorazione domestica: le critiche dell’Antitrust”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2017.

“Nuove attività economiche e piani spiaggia: la regola è la liberalizzazione”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2017.

“Consumo sul posto negli esercizi di vicinato: norme chiare e applicazioni incerte sul “tormentone” degli arredi”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2017.

“Lotta all’abusivismo e nuovi mercati tecnologici: il noleggio con conducente invoca le regole”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2017.

“Concessioni in scadenza per il commercio su aree pubbliche: sì definitivo alla proroga con alcuni nodi da sciogliere”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2017.

“Proroga delle concessioni in scadenza per il commercio su aree pubbliche: continua il braccio di ferro tra Governo e Regioni”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2017.

“Tutela della concorrenza e subingresso: divieto di applicazione analogica del regime più restrittivo”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2016.

“Al via il riordino delle Camere di commercio tra riduzione delle sedi e nuove funzioni”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2016.

“Danno per sviamento di clientela: legittimo impugnare l’autorizzazione della concorrente”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2016.

“Permesso di costruire in ampliamento e quantificazione degli standard urbanistici”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2016.

“Accordi tra imprese e gare d’appalto: quando l’intesa è anticoncorrenziale”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2016.

“Centri storici e piccolo commercio: quando si può limitare la grande distribuzione”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2016.

“Divieti assoluti di occupazione delle aree pubbliche nei centri storici: legittimi se posti a tutela del patrimonio artistico”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2016.

“Distinzioni tra vendita diretta dei prodotti agricoli e attività commerciale”, in Il Quotidiano per la P.A. – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2016.

“La pendenza di un ricorso non giustifica la proroga dell’autorizzazione per grandi strutture di vendita”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2015.

“Il criterio della vicinitas nel processo amministrativo: distinzioni tra edilizia e commercio”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2015.

“Intese anticoncorrenziali nel settore dei cosmetici: la giurisprudenza conferma le sanzioni”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2015.

“Parchi commerciali: la disciplina del Veneto rispetta i principi comunitari a tutela della concorrenza”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2015.

“Il mutamento d’uso per le attività terziarie nella più recente giurisprudenza del Consiglio di Stato”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2015.

“Il Consiglio di Stato torna sulla differenza tra disdetta e revoca della concessione di spazi pubblici nelle città storiche”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2015.

“Concentrazioni e accorpamenti di medie strutture di vendita al vaglio della normativa urbanistica”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2015.

“Commercio e carburanti in Emilia Romagna, un comunicato regionale per fare chiarezza”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2015.

“Limiti alle attività commerciali nei centri storici: tornano in auge le distinzioni merceologiche”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2015.

“Apertura di pubblici esercizi: si può ancora parlare di saturazione dell’offerta?”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2015.

“Il mutamento d’uso per le attività terziarie nella più recente giurisprudenza del Consiglio di Stato”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2015.

“Mutamento d’uso urbanisticamente rilevante e disciplina commerciale: i chiarimenti della Regione Emilia Romagna”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2015.

“Silenzio-assenso, diniego tardivo e autotutela nelle autorizzazioni per attività commerciali”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2015.

“Limiti territoriali nella strumentazione urbanistica: precisazioni e distinguo dell’ultima giurisprudenza”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2015.

“Dai limiti economici ai limiti territoriali: gli strumenti urbanistici sotto la lente dei giudici”, in infocommercio.it, 2015.

“No a medie e grandi strutture di vendita in zona “F””, in infocommercio.it, 2015.

“A Firenze la tutela del patrimonio artistico prevale sulla libertà d’impresa”, in infocommercio.it, 2015.

“Dehors a Bologna, la spuntano i residenti”, in infocommercio.it, 2015.

“Limiti territoriali in Provincia di Bolzano: scende in campo l’Autorità Antitrust”, in infocommercio.it, 2015.

“Salvaguardia dei centri storici e tutela della concorrenza: quando a prevalere è la tradizione”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Semplificazioni e liberalizzazioni: un problema di metodo”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Libertà economica e onere di motivazione valgono anche nella vendita dei generi di monopolio”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Le intese anticoncorrenziali per “oggetto” nella più recente giurisprudenza comunitaria e nazionale”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Sviluppo commerciale e strumenti urbanistici: i parametri relativi al criterio di zonizzazione”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Legittimo il diniego all’apertura di una media struttura di vendita se manca il doppio standard di parcheggio”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Legittimo il regolamento comunale che esclude la “commercializzazione esasperata” dei centri storici”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Tutte le novità della LR comunitaria 2014 dell’ Emilia Romagna”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“La competenza legislativa esclusiva dello Stato sulla Scia resiste anche di fronte agli Statuti speciali”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Abuso di posizione dominante a fini escludenti: la “speciale responsabilità” della dominante”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Vendita dei prodotti della stampa quotidiana e periodica: una riforma già scritta”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Regione Campania: nuove norme sul commercio”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Nuove norme per l’autorizzazione delle grandi strutture di vendita in Lombardia”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Strumenti urbanistici in contrasto con la normativa statale: sussiste un interesse legittimo all’adeguamento”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Principi e criteri per il riordino dei mercati su aree pubbliche nella più recente evoluzione normativa e giurisprudenziale”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“La destinazione urbanistica ad impianti annonari non ammette il commercio al dettaglio”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Illegittimo il diniego per mancanza dei criteri di programmazione delle aperture”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Soglie dimensionali nell’urbanistica commerciale in Lombardia: nuove giustificazioni per vecchi limiti”, in Quotidiano Enti Locali – Sistema Leggi d’Italia Gruppo Wolters Kluwer, 2014.

“Aggregazioni di esercizi commerciali: la Consulta dice no alle restrizioni in Umbria”, in infocommercio.it, 2014.

“Aggregazioni di medie strutture di vendita: l’interpretazione estensiva del Consiglio di Stato contro i vincoli delle normative regionali”, in infocommercio.it, 2014.

“Apertura di grandi strutture di vendita: serve un’autorizzazione espressa”, in infocommercio.it, 2014.

“L’Autorità Antitrust critica la “controriforma” degli orari di apertura”, in infocommercio.it, 2014.

“La Consulta boccia la riforma del commercio in Valle d’Aosta”, in infocommercio.it, 2014.

“Legge annuale per il mercato e la concorrenza: le proposte dell’Autorità Antitrust”, in infocommercio.it, 2014.

“Medie strutture di vendita: il piano attuativo prevale sulla pianificazione sopravvenuta più restrittiva”, in infocommercio.it, 2014.

“Orari di apertura dei negozi: ritornano i limiti?”, in infocommercio.it, 2014.

“Programmazione urbanistica delle attività commerciali e produttive: l’Autorità Antitrust detta la linea a Regioni ed Enti Locali”, in infocommercio.it, 2014.

“Requisiti qualitativi obbligatori e limiti di distanza: incostituzionale la riforma del Codice del commercio in Toscana”, in infocommercio.it, 2014.

“Limiti territoriali non giustificati negli strumenti urbanistici: via libera alla disapplicazione per il Tar Lombardia, ma il legislatore frena sulle liberalizzazioni”, in infocommercio.it, 2013.

“Governare il commercio ai tempi delle liberalizzazioni – Parte I: le pubbliche amministrazioni alla ricerca del ruolo perduto”, in infocommercio.it, 2013.

“Governare il commercio ai tempi delle liberalizzazioni – Parte II: tecnica progettuale e pianificazione”, in infocommercio.it, 2013.

“Governare il commercio ai tempi delle liberalizzazioni – Parte III: dalla pianificazione quantitativa alla regolazione qualitativa”, in infocommercio.it, 2013.

“Somministrazione di alimenti e bevande in Veneto: come governare la liberalizzazione con la pianificazione qualitativa”, in Disciplina del commercio e dei servizi, n. 1/09, Maggioli Editore, 2009.

“Attuazione delle liberalizzazioni nelle Regioni: a che punto siamo?”, in Disciplina del commercio e dei servizi, n. 2/09, Maggioli Editore, 2009.

“Politiche pubbliche per il commercio: proposte alternative al finanziamento dell’offerta”, in Disciplina del commercio e dei servizi, n. 3/09, Maggioli Editore, 2009.

“Somministrazione di alimenti e bevande: attuazione delle liberalizzazioni”, in infocommercio.it, 2009.

“Nuove norme per la vendita e somministrazione di bevande alcoliche: un difficile equilibrio tra esigenze del mercato e tutela della sicurezza”, in Disciplina del commercio e dei servizi, n. 4/09, Maggioli Editore, 2009.

“Raccolta Antitrust 2009 – Segnalazioni, Intese, Concentrazioni in tema di distribuzione commerciale”, in infocommercio.it, 2009.

“Modalità innovative per uno sviluppo equilibrato del commercio”, in infocommercio.it, 2008.

“Guide giuridiche – La vendita dei farmaci da banco negli esercizi commerciali: art. 5 l. 248/06”, in infocommercio.it, 2008.

“Raccolta Antitrust 2008 – Segnalazioni, Intese, Concentrazioni in tema di distribuzione commerciale”, in infocommercio.it, 2008.

“La seconda riforma Bersani: commento alla legge n. 248/06”, in infocommercio.it, 2008.

“Guida pratica alla pianificazione socioeconomica comunale”, in infocommercio.it, 2007.

“Riforma e controriforma della pianificazione commerciale: Commissione Antitrust e Giurisprudenza vanno a braccetto”, in infocommercio.it, 2007.

 

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