E’ un negozio di alimentari o un bar?

Ti ricordi il negozio di alimentari giù all’angolo?

Sì, ci compro sempre pane, salumi e formaggi.

Hai visto che hanno messo tavoli e sedie? Se uno vuole può consumare lì.

Sì, ho visto, sembra di essere in un bar.

Il confine tra vendita di prodotti alimentari – con possibilità di consumo sul posto in negozio – e somministrazione nei tradizionali pubblici esercizi (bar), è diventato sempre più sottile. I gusti cambiano, e così anche l’offerta si adegua, puntando su proposte più veloci da consumare, in ambienti accoglienti e conviviali.

Come spesso accade, norme e procedure burocratiche sono ancora arretrate rispetto all’evoluzione del mercato, e anziché fare chiarezza, si aggiunge ulteriore complicazione per imprese e autorità di controllo. Quali arredi si possono usare? Serve il servizio igienico per il pubblico? Si può fare servizio al tavolo? Quali prodotti si possono offrire? Chi può cucinare e chi solo vendere? Sono tante le domande e le incertezze ancora non risolte.

Negozi di alimentari, gastronomie, laboratori artigianali, bar e ristoranti si assomigliano sempre di più, ma formalmente sono ancora soggetti ad autorizzazioni diverse. Questo è il problema. Nell’attesa che si portino a compimento le liberalizzazioni che Bersani aveva introdotto nel 2006, dalle stanze dei ministeri il dibattito si è spostato sui tavoli della giustizia amministrativa, impegnata quotidianamente a distinguere ciò che ormai sta diventando indistinguibile.

Il mio ultimo libro, “CONSUMO SUL POSTO DI ALIMENTI E BEVANDE TRA VENDITA E SOMMINISTRAZIONE”, edito da Wolters Kluwer, analizza in profondità l’argomento e offre tutti gli strumenti per capire chi può fare che cosa.

Molto utile è lo schema di REGOLAMENTO comunale per disciplinare il consumo sul posto negli esercizi commerciali.

Un Focus speciale descrive l’evoluzione della giurisprudenza sul tema dei SISTEMI DI CAPTAZIONE DEI FUMI DA COTTURA ALTERNATIVI ALLA CANNA FUMARIA. Non sempre è possibile installare un impianto con sfiato a tetto per smaltire i fumi: e allora, quali tecnologie utilizzare per poter comunque aprire un’attività? chi è interessato lo trova qui https://shop.wki.it/ebook/ebook-consumo-sul-posto-di-alimenti-e-bevande-tra-vendita-e-somministrazione-s750930/

Social eating e home restaurant: le distinzioni

Il cibo è sempre più sinonimo di piacere, strumento di conoscenza, occasione d’incontro e di divertimento, emblema di uno stile di vita. La cultura del cibo occupa così tanto spazio nella nostra società, che anche in assenza di una disciplina legislativa specifica, la popolarità delle esperienze di gastronomia domestica è in costante ascesa. Bisogna però fare alcune distinzioni, tenendo presente che ci troviamo in un contesto in cui l’incertezza regna ancora sovrana. Se è vero che manca una classificazione giuridica di questi fenomeni, va ricordato che comunque gli adempimenti burocratici cambiano a seconda del tipo di esperienza che si vuole realizzare. Vediamo innanzitutto di partire dalle definizioni.

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Legge sugli Home restaurant in Liguria: troppe restrizioni

La Regione Liguria ha introdotto una disciplina dell’Home restaurant all’interno del suo Codice del commercio (L.R. n. 1/2007). Il nuovo articolo 51-ter, prevede che “costituisce attività di home restaurant l’evento caratterizzato dalla somministrazione di alimenti e bevande che viene effettuato presso la propria abitazione da parte di persone fisiche”. Sappiamo bene che l’Home restaurant non è un evento, ma un’attività di somministrazione di alimenti e bevande in abitazione privata.

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CONTRO LE FAQ(KE NEWS) E CONTRO LA PAURA DI ESSERE SEMPLICI

C’è ancora qualcuno che non sa cosa sia un D.P.C.M.? Ai tempi della pandemia, tutti hanno imparato cosa significhi questa astrusa sigla burocratica, diventata in breve tempo lo strumento regolatore del nostro vivere quotidiano. Per poco che se ne possa sapere di queste cose, accettare che un provvedimento amministrativo possa incidere direttamente su diritti protetti dalla Costituzione, come la libertà di movimento o di fare impresa, è tutt’altro che facile.

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Parcheggi al posto della Moschea: si può?

Quando ci si trova a prendere decisioni che si riflettono negativamente sull’esercizio dei diritti religiosi, bisogna fare molta attenzione. Per quanto alcune scelte siano discrezionali, come accade nel caso della destinazione urbanistica impressa a determinate aree da parte del Comune, la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali trova copertura anche costituzionale, e pertanto non può essere ignorata. Continua a leggere “Parcheggi al posto della Moschea: si può?”

Sportelli Unici: Europa contro Italia

La procedura di infrazione sugli Sportelli unici: le contromosse dell’Italia

A distanza di un anno dall’avvio della procedura di infrazione sugli Sportelli unici ai danni dell’Italia da parte della Commissione europea (n. 2018/2374), il Dipartimento per le Politiche Europee presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha messo in moto le azioni per fornire una risposta alla Commissione.

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Coronavirus: la lunga notte dei finti divieti

In un Paese godereccio e canterino come l’Italia, per contenere efficacemente il rischio di contagio da Coronavirus servirebbero misure drastiche imposte dall’alto, perché fare appello al senso di responsabilità di ognuno è una battaglia persa. Lo sa bene il Presidente Conte, che dopo la fuga di notizie sulla bozza di DPCM, alla fine ha dovuto darla vinta ai furbetti in fuga verso Sud. Continua a leggere “Coronavirus: la lunga notte dei finti divieti”

Negozi di alimentari o bar?

Tratto da: Leggi d’Italia PA Wolters Kluwer ed.

Consumo sul posto negli esercizi di vicinato o somministrazione in pubblici esercizi? Continua a trascinarsi nelle aule dei Tribunali amministrativi l’annosa questione circa la difficoltà di distinguere il consumo sul posto negli esercizi di vicinato dalla tradizionale attività di somministrazione di alimenti e bevande propria dei pubblici esercizi come bar e ristoranti, anch’essa peraltro definita “vendita per il consumo sul posto” fin dai tempi della vecchia legge nazionale n. 287/1991. Continua a leggere “Negozi di alimentari o bar?”

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