Social eating e home restaurant: le distinzioni

Il cibo è sempre più sinonimo di piacere, strumento di conoscenza, occasione d’incontro e di divertimento, emblema di uno stile di vita. La cultura del cibo occupa così tanto spazio nella nostra società, che anche in assenza di una disciplina legislativa specifica, la popolarità delle esperienze di gastronomia domestica è in costante ascesa. Bisogna però fare alcune distinzioni, tenendo presente che ci troviamo in un contesto in cui l’incertezza regna ancora sovrana. Se è vero che manca una classificazione giuridica di questi fenomeni, va ricordato che comunque gli adempimenti burocratici cambiano a seconda del tipo di esperienza che si vuole realizzare. Vediamo innanzitutto di partire dalle definizioni.

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CONTRO LE FAQ(KE NEWS) E CONTRO LA PAURA DI ESSERE SEMPLICI

C’è ancora qualcuno che non sa cosa sia un D.P.C.M.? Ai tempi della pandemia, tutti hanno imparato cosa significhi questa astrusa sigla burocratica, diventata in breve tempo lo strumento regolatore del nostro vivere quotidiano. Per poco che se ne possa sapere di queste cose, accettare che un provvedimento amministrativo possa incidere direttamente su diritti protetti dalla Costituzione, come la libertà di movimento o di fare impresa, è tutt’altro che facile.

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Coronavirus: la lunga notte dei finti divieti

In un Paese godereccio e canterino come l’Italia, per contenere efficacemente il rischio di contagio da Coronavirus servirebbero misure drastiche imposte dall’alto, perché fare appello al senso di responsabilità di ognuno è una battaglia persa. Lo sa bene il Presidente Conte, che dopo la fuga di notizie sulla bozza di DPCM, alla fine ha dovuto darla vinta ai furbetti in fuga verso Sud. Continua a leggere “Coronavirus: la lunga notte dei finti divieti”

Negozi di alimentari o bar?

Tratto da: Leggi d’Italia PA Wolters Kluwer ed.

Consumo sul posto negli esercizi di vicinato o somministrazione in pubblici esercizi? Continua a trascinarsi nelle aule dei Tribunali amministrativi l’annosa questione circa la difficoltà di distinguere il consumo sul posto negli esercizi di vicinato dalla tradizionale attività di somministrazione di alimenti e bevande propria dei pubblici esercizi come bar e ristoranti, anch’essa peraltro definita “vendita per il consumo sul posto” fin dai tempi della vecchia legge nazionale n. 287/1991. Continua a leggere “Negozi di alimentari o bar?”

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